Orrori cosmici

Top 5 Orrori di Lovecraft nel mondo reale

Articolo a cura di Ilario Gobbi.
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Ben ritrovati!
L’aspetto rassicurante delle opere del terrore del nostro amato Howard Phillips Lovecraft, consiste nel fatto che esse sono racchiuse nei suoi libri e non possono nuocerci nel mondo reale… Sto scherzando, in realtà sappiamo benissimo che empie manifestazioni del mondo irrazionale aleggiano poco oltre la soglia del visibile, pronte a ghermirci per spazzare via tutto ciò che credevamo di sapere sulla realtà.
La prova? Ecco una selezione di cinque luoghi dalla natura preoccupante, che hanno ispirato il Lovecraft oppure che manifestano tremende analogie con la sua produzione letteraria.
Soltanto l’ignoranza potrà salvarci dalla tremenda consapevolezza del reale. Ma, se continuerete a leggere, non vi resterà nemmeno quella!

1)     La Palude Oscura

La palude oscura - Lovecraft

La Palude Oscura è una località situata nei pressi di Glocester, nel Rhode Island, che costituisce una delle prime ispirazioni per “Il colore venuto dallo spazio”.

In una lettera a Weird Tales del 1923, Lovecraft riferisce che la domenica successiva avrebbe fatto un viaggio con il suo amico e corrispondente C.M. Eddy Jr. che giudica proficuo per la realizzazione di nuovi racconti horror da parte di entrambi. Nella zona nordorientale del Rhode Island c’è un villaggio chiamato Chepachet, raggiungibile da un’unica strada percorsa da poche auto al giorno. Eddy, tempo prima, aveva sentito una conversazione tra due vecchi contadini riguardo alla Palude Oscura. Nel Connecticut a quanto pare esiste un territorio di 160 acri mai esplorato da nessun essere vivente, a due miglia da Chepachet. I due scrittori non conoscono il punto esatto in cui si trova, ma hanno sentito dire che è la dimora di animali molto strani per quel territorio, come la famigerata lince rossa che produce preoccupanti versi non umani.

A quanto pare non è mai stata esplorata siccome presenta molte grotte pericolose e siccome gli alberi sono tanto fitti da rendere difficile il passaggio, il sottobosco è folto e la luce penetra poco a causa dei folti rami.

La zona è oggetto di preoccupanti leggende, come quella della presenza di una creatura maleodorante con occhi fiammeggianti e squame a conchiglia, secondo alcuni in grado di emettere fiamme. Le voci e gli avvistamenti di una creatura con qualche caratteristica scimmiesca si sono avvicendate fino al 2021, siccome la zona è difficilmente esplorabile anche d’inverno. I visitatori inoltre segnalano che la zona è contraddistinta da un innaturale silenzio, non si odono suoni di uccellini o animali, che ricominciano dopo essersene allontanati.

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Lovecraft ed Eddy quindi si ripropongono di visitarla per appurare se si tratta veramente di un ambiente minaccioso, e se magari hanno modo di incontrare qualche orrore sotterraneo. L’escursione viene effettuata nell’agosto del 1923 ma i due non riescono a trovare la palude in questione.  Buon per loro, oserei aggiungere. Eddy comunque rimane così impressionato da quell’ambiente che inizia a scrivere un racconto incompiuto, Black Noon. In questa storia, i due protagonisti alter ego degli scrittori, “Biff Briggs” e “Robert Otis Mather”, cercano una città chiamata Granville, e nel corso dell’esplorazione lo pseudo-Lovecraft rischia la vita diverse volte. Il racconto è incompiuto, ma si apprende che in realtà gli incidenti sono tentativi da parte di “qualcosa” di impedire la loro impresa. Nel racconto appare la città di Fenham dove è ambientata anche la storia “I cari estinti” di Lovecraft.

Potreste pensare quindi che quanto narrato rientri nel mero ambito della speculazione e del folklore, ma non è così. Recentemente, un gruppo di esploratori e appassionati di Lovecraft ha rintracciato la zona della Palude Oscura. Al suo interno hanno trovato ruderi di edifici risalenti al XIX secolo e un cimitero abbandonato. Oltre a ciò, gli esploratori hanno rintracciato nientemeno che i discendenti diretti delle persone incontrate da Eddy e Lovecraft, la famiglia Law, che vivono ancora in zona e che hanno conservato ricordi orali della visita.

Il nostro Howard l’ha scampata bella. In caso contrario, avrebbe avuto fonti di prima mano a cui ispirarsi per le sue storie!


2)    Le creature sotto l’Antartide

LE CREATURE SOTTO L’ANTARTIDE - Lovecraft

Siete abituati a considerare l’Antartide come un luogo gelido e privo di vita? La natura sa sempre come sorprenderci, e non sempre in meglio.

Una spedizione della British Antarctic Survey ha trovato animali finora sconosciuti a una profondità di 900 metri, nel Mare di Weddell sud-orientale. Si tratterebbe a quanto pare di esseri simili a spugne e altri animali di natura sconosciuta agganciati a un masso sul fondo del mare.

La scoperta è di grande importanza siccome sancisce che anche un luogo inospitale come l’Antartide può ospitare della vita. Le domande sono naturalmente tante, c’è da capire come hanno fatto questi esseri a giungere in quel punto, da quanto tempo vi si trovano, che cosa mangiano per sopravvivere, se si tratta delle stesse specie che esistono in superficie o di diverse.

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Le domande non sono destinate ad avere risposta a breve. Occorre avvicinarsi a quei 900 metri di profondità per raggiungere queste forme di vita che sono riuscite ad abitare il substrato duro dell’area.

Si tratta quindi di organizzare una nuova spedizione per chiarire tali dubbi, anche se il professor Dyer della Miskatonic University, protagonista di una simile esperienza a inizio Novecento, ha lasciato ai posteri severi ammonimenti per dissuadere altri esploratori dal tentare di portare alla luce orridi segreti preumani che mai la mente umana deve svelare.


3)   Il cimitero olandese di Brooklyn

In una lettera a Weird Tales di marzo 1924, Lovecraft afferma che un anno prima ha esplorato un vecchio cimitero olandese a Flatbush, dove le antiche lapidi sono scritte in olandese, ed esse iniziano con “hier Lydt” o “Hier Leght begraaven”.

In quel frangente era accompagnato da Reinhart Kleiner, con cui ha raccolto dell’ardesia rossa incrostata dalle lastre: Lovecraft quindi si chiede quale creatura sarebbe potuta venire a cercarli a mezzanotte per punirli di quella dissennata profanazione.

Dall’esperienza trasse spunto per scrivere il racconto “Il Cane”.


4)   Le 1110 tombe egizie del mistero

Gli archeologi egiziani hanno scoperto 110 tombe in un antico sito presso il delta del Nilo nella provincia di Dakahlia, circa 150 km a nord est del Cairo.

Il ministero delle antichità e del turismo afferma che al loro interno vi erano resti umani di adulti e bambini, oggetti funerari e vasellame, oltre a un arco decorato con forme geometriche. Dentro a una tomba era presente lo scheletro di un bambino racchiuso in un vaso.

Sono state rinvenute 68 tombe ovali che risalirebbero al periodo predinastico tra il 6000 e il 3150 avanti Cristo, e 37 tombe rettangolari risalente al secondo periodo intermedio tra il 1782 e il 1570 avanti Cristo, oltre a cinque tombe datate attorno al 3000 avanti Cristo.

Che si tratti di una dimora funebre connessa a qualche empio rito promosso dal tremendo Faraone Nero, la cui esistenza era tanto empia da dover essere cancellata dalla memoria storica tradizionale? Speriamo che gli studiosi indaghino con la dovuta cautela. E che non si azzardino a riportare alla luce trapezoedri brillanti dalla foggia troppo antica per essere stati creati su questo pianeta…

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5)   Il bloop

La comunità scientifica di fine millennio rimase impressionata da un fenomeno con ben poche altre analogie in natura. Il 5 febbraio 1997, alle coordinate 50° S 100° W, venne registrato per l’unica volta un suono a bassa intensità proveniente dalla costa sud del Cile, talmente intenso da essere registrato da microfoni sottomarini a diverse migliaia di chilometri di distanza. Stando alla descrizione del NOAA:

Salì rapidamente in frequenza nell’arco di circa un minuto e fu sufficientemente forte da poter essere captato da molteplici sensori, fino a un raggio di 5 000 km

Il suono venne chiamato in maniera informale bloop, data l’impossibilità al tempo di trovare una spiegazione per la sua origine. Tale fenomeno era sicuramente inusuale, siccome suoni come quelli prodotti dalle balene non sono tanto potenti da essere avvertiti da tutti gli idrofoni dell’Oceano Pacifico, e occorreva un animale molto più grande della balenottera azzurra per produrre un suono di una simile portata. Forse la causa risale a un Grande Antico di nostra conoscenza che risiede dormiente in una città sottomarina?

Dove la scienza non arriva, si scatena la fantasia. Cominciarono a nascere le teorie più disparate per spiegare tale fenomeno, dalla presenza di uno squalo megalodonte a quella di un dinosauro sottomarino.

Un altro fatto sconcertante era che tale suono non era stato più udito dopo il 1997, portando a chiedersi come mai, se fosse stato prodotto da una creatura vivente, non si fosse più ripresentato. Da qualche anno, comunque, la comunità scientifica ha messo a disposizione una spiegazione che sembra mettere a tacere il dibattito. Il boato sarebbe stato prodotto dal distacco della banchisa antartica nell’emisfero australe. Una spiegazione certamente rassicurante, perfetta per non abbandonare la nostra placida isola d’ignoranza… ma se la verità fosse molto diversa?
E con questo ci salutiamo. Scrivimi nei commenti quale è la località più spaventosa di cui tu abbia sentito parlare. Qualche Grande Antico potrebbe volerla visitare!

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Scrittore, bibliofilo, pianista/chitarrista blues, “scienziato pazzo”. Indagatore del mistero e co-fondatore del Dharma Project, gruppo di ricerca nel campo del mistero e dell’inspiegabile. Podcaster, curatore e produttore del Salotto del Terrore su Spreaker e Youtube.