Il licantropo di Bedburg

peter stump il licantropo

Per alcuni popoli, il lupo è il grande spirito della foresta. Per altri, una vera e propria incarnazione del male, associato spesso a quelle creature della notte come i pipistrelli, i gufi e i topi, relegati a quell’ambito della fantasia che vedrebbe i vampiri capaci di trasformarsi in queste creature della notte come vuole ad esempio il folklore romeno e dell’est Europa in generale.

Poi ci sono i giapponesi, che vedono la figura del lupo come un guardiano che protegge il raccolto da cervi e cinghiali. Per altri invece, il collegamento tra il lupo e gli dei era una certezza: per i vichinghi, il lupo Fenrir era figlio del dio Loki, mentre per i greci, l’animale era associato al dio Apollo.

Già, ma andatelo a raccontare agli abitabti di Bedburg in Germania, che a metà 1500 si sono ritrovati a dover dare la caccia a un vero lupo mannaro. Si, perchè Peter Stubber credeva di potersi trasformare in un lupo, e di dedicarsi al suo passatempo preferito: sbranare e divorare esseri umani, soprattutto bambini. Nel suo curriculum compaiono 16 omicidi accertati, ma potrebbero essere molti di piú, senza contare il bestiame che ammazzava e macellava con i denti per berne il sangue.

Questo “gran gourmet” poi, andava matto per il cervello che estraeva dai crani con l’uso dell’ascia. Un bel frullato da grattare dalle pareti. Insomma, un casinista, e come ogni degno serial killer, prima o poi un errore dettato dalla frenesia e dal senso di onnipotenza, si commette. Fu visto fuggire in pieno giorno dopo aver pasteggiato con le viscere di un bambino trovato affrescato al suolo.

Fu catturato nel 1589 e, processato dall’inquisizione, rivelò il suo recondito segreto: il diavolo aveva donato lui una cintura magica in grado di trasformarlo in un lupo, e il lupo si sa, è la bestia selvaggia per eccellenza.

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Ecco, oggi un elemento del genere verrebbe classificato come malato di mente e, la psicopatologia di cui sarebbe affetto, troverebbe sinistre analogie in un mix di schizofrenia e cannibalismo che hanno resi celebri due tra i più efferati serial killer moderni: David Berkowitz (il figlio di Sam) e Jeffrey Dahmer. Il primo, asseriva che il cane del vicino gli aveva ordinato di far fuori a colpi di pistola un bel po’ di gente, dando così prova della sua presunta schizofrenia. Nel secondo caso, Jeffrey Dahmer, si dedicava per lo più al cannibalismo dopo aver ammazzato le sue vittime. Un mix di questi due personaggi niente male potrebbe quindi dare un quadro soddisfacente del nostro Peter Stubber, professione Lupo mannaro.

Sì, ma per quale motivo un assassino, certamente efferato come Stubber è stato identificato con un lupo mannaro? Certamente non si trasformava in un lupo vero e proprio e nemmeno in ibrido uomo-lupo come in “Un lupo mannaro americano a Londra” di John Landis, ma così egli aveva ammesso di fronte le torture della santa inquisizione che si sa, faceva confessare anche le cose più improbabili.

Se fosse vissuto ai nostri giorni, Stubber forse se la sarebbe cavata con un ergastolo o la pena di morte se gli fosse andata davvero male, o forse con il ricovero in un una clinica psichiatrica per essere studiato e curato.

E invece no. All’epoca la cura consistette nel supplizio dela ruota, il giorno 31 ottobre 1590, dove fu bastonato fino alla rottura delle ossa, strappati brandelli di carne con ferri arroventati. Gli vennero infine tagliate gambe e braccia per un fritto misto in pubblica piazza. La testa fu infilzata in un palo e appesa per abbellire la porta d’ingresso del paese. Peter Stubber, il lupo mannaro, era stato terminato. Di queste cronache ne parla il Declaring and damnable life and death of Peter Stubbe, stampato a Londra nel 1590.

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Buon appetito.

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