il fantasma di cork
Misteri, Leggende e Macabro

Il fantasma di Cork

Accade a Cork, nel sud dell’Irlanda verso la fine anni degli anni 90. Rory O’Donoghue decide all’età di 68 anni di aprire una piccola attività di sviluppo rullini fotografici. Il magazzino del suo negozio, aperto da poco, straripa di cose vecchie tra cui un rullino Agfa mai sviluppato, ficcato dentro una busta con scritto sopra semplicemente l’anno: il 1965. Il rullino, afferma Rory, era appartenuto ad un uomo poi deceduto e i cui scatti precedenti si erano rivelati bruciati per sovraesposizione. Il vecchio O’Donoghue decide quindi di sviluppare il rullino abbandonato per curiosità, scoprendo che all’interno del negativo c’è una sola foto in bianco e nero che ritrae una villetta tipica di quelle zone, tutta sviluppata a piano terra con il tetto basso. Una casa tuttavia piuttosto anonima, ma che se osservata bene, o almeno così doveva aver pensato il vecchio Rory, poteva incutere una certa inquietudine. Una di quelle case isolate nel silenzio della brughiera che sembrano osservare con attenzione il passaggio dei viandanti dalle loro finestre socchiuse. Ecco, una casa che tutto sommato, qualcosa di vagamente inquietante ce l’ha eccome, ma a Rory non importa.

Però poi nota qualcosa di strano: nella foto è comparsa una donna vestita di nero vicino la porta di casa che poco dopo aver sviluppato il negativo, non c’era. Dopo un attimo di titubanza, Rory pensa di essersi sbagliato, ma ancora perplesso sull’accaduto, decide per sicurezza di fermare su pellicola quanto stava accadendo. Fotografa la foto e va a casa. Quando arriva e decide di appendere l’originale in salotto, osserva ancora la foto. Questa volta si accorge con orrore che la donna non è più nella posizione che ricordava, bensì stesa carponi, intenta a dirigersi verso la porta di casa. Rory scatta un’altra foto, sempre più incredulo, convinto che prima o poi troverà una spiegazione. Com’é possibile che una foto possa animarsi?

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Ma la storia non finisce qui, perchè la donna in nero, poco dopo, si sarebbe mossa ancora all’interno di quell’istante fermato nel tempo con i colori del bianco e nero. O’Donoghue va a dormire con quel chiodo fisso in testa, tanto da non riuscire a prendere sonno. Diventa una piccola ossessione, non riesce proprio a togliersi dalla testa quella donna in nero che sembra muoversi all’interno della fotografia e così, durante la notte insonne, controlla nuovamente la foto scomprendo che la donna si è mossa ancora una volta. Questa volta compare accanto alla finestra della casa e il suo lento muoversi pare ormai inarrestabile. Ogni ora che passa, la figura della donna in nero si trova sempre in una posizione diversa e Rory continua a documentare lo strano fenomeno scattando foto a raffica. Tra queste, oggi in circolazione su internet, possiamo vedere la donna misteriosa entrare successivamente dalla finestra per poi uscirne con in braccio un bambino e allontanarsi dalla casa sempre più, sino ad arrivare in primo piano nella foto per poi, infine, scomparire per sempre. In quest’ultima immagine è finalmente possibile vedere in modo abbastanza chiaro il volto femminile: la donna è vestita con abiti antichi, i capelli raccolti in quella che oggi definiremmo “cipolla” (come quelli di Nonna Papera per intenderci). I suoi occhi appaiono spettrali, bianchi, ma non si riesce a capire se l’effetto sia dovuto ad un paio di occhiali o alle sue pupille diafane.

Qui la storia non ha più seguito e rimane sepolta nell’oblio per anni dopo essere stata raccontata solo in famiglia e preso più come una curiosità da raccontare di tanto in tanto davanti al fuoco del camino. Questo sin dopo la morte di Rory, quando il nipote dell’uomo, in gita nella campagna di Cork notò una costruzione familiare. Ovvio, quella era proprio la casa che compariva nella foto del nonno, quella che era appesa nel salotto di casa e che lui conosceva bene. Fece allora alcune domande in giro e scoprì che in quella casa era accaduto un fatto piuttosto inquietante. La villetta era appartenuta alla famiglia Branderville, che vide spezzarsi la propria discendenza con l’ultimo figlio, scomparso inspiegabilmente nel 1912. A seguito di questo fatto la madre si tolse la vita mentre il marito morì in quella casa abbandonata nella più completa solitudine.

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E voi, avete vecchie foto appese in casa? Se così fosse, state attenti. In fondo nessuno può sapere cosa accade quando spegnete le luci per andare a dormire. Quelle foto appese o nelle cornici, staranno davvero lì immobili ad aspettare buone buone il mattino, o… forse è meglio non sapere.

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Scrittore, bibliofilo, pianista/chitarrista blues, “scienziato pazzo”. Indagatore del mistero e co-fondatore del Dharma Project, gruppo di ricerca nel campo del mistero e dell’inspiegabile. Podcaster, curatore e produttore del Salotto del Terrore su Spreaker e Youtube.