Gloomy Sunday, la canzone che uccide

gloomy sunday la canzone che uccide

Malinconia. Tristezza. Orrore. A volte i sentimenti sono il nostro peggior nemico, e ne sanno qualcosa le anime tormentate, chiuse nelle loro stanze ad ascoltare musica ancor piú deprimente della pioggia autunnale. Lo sanno i musicisti, i poeti, e coloro che ne subiscono il fascino. A volte troppo. Ecco, possiamo dire proprio che a volte la musica o un testo siano in grado di amplificare una situazione già compromessa. Ci sono poi canzoni maledette, come quella scritta dall’ungherese Laszlo Javor e musicata da
Rezső Seress, Gloomy Sunday (1933), che porterebbe al suicidio chiunque la ascoltasse. Il repertorio è piuttosto vasto: impiccagioni, avvelenamenti, gente che si butta dalla finestra, gente che si spara in bocca, e altre cosette deliziose. Fu proibito di mandarla in radio nel 1941 perchè troppo deprimente per i soldati che avrebbero potuto ascoltarla. L’autore stesso si gettò dalla finestra e morí. Tutto questo perchè? Tanto per cominciare la canzone è a ritmo lento di marcia funebre, e può (molto) alla lontana ricordare il Lacrimosa dal Requiem di Mozart, ma il testo racchiude un significato sinistro che spingerebbe all’unica soluzione possibile per tutti i malinconici del mondo: il suicidio. “Triste domenica”, scritta dopo il litigio con l’amante. Deprimente e colma di un senso di vuoto che …uccide.
Che dire? Qualcuno ci crede, qualcuno no, ma in fin dei conti rimane una bella canzone, specie nella versione cantata da Billie Holiday. Ma se siete tristi, e siete tra quelle persone che -scusate- si ammazzano di musica deprimente quando sono malinconiche… ecco, evitate di ascoltare Gloomy Sunday, la canzone che metterà fine alla vostra tristezza. Definitivamente.

Segui i nostri podcast nel Salotto del Terrore su spreaker.com

Leggi anche:   La Banshee

Seguimi su Instagram @massimo_mayde

Condividi se questo contenuto ti è piaciuto