Esteban sembra, ma non è un ragazzo come tanti. E’ nato a Toledo (Spagna) e di lui non si sa molto di più, a parte il fatto che soffre di un grave disturbo: è schizofrenico. Blanco fa il badante per non vedenti ed è il miglior amico di Esteban. Insieme si ritroveranno in un viaggio sempre più surreale, in compagnia di Anna, la ragazza cieca (ma lo è davvero?) a cui Blanco fa da guida.
In questo libro tutto accade per uno strano scherzo del destino contro cui Esteban cercherà di opporsi per tutto il suo lungo viaggio, tra dirottamenti aerei, inseguimenti e sparatorie, tra esseri sovrannaturali, archeologi folli e scene di guerriglia con l’esercito israeliano.
Più storie si sovrappongono in questo romanzo scritto volutamente al presente e in prima persona, rendendo il ritmo dell’azione estremamente diretto e frenetico. Pur essendo quasi completamente incentrato sul punto di vista del protagonista, ogni personaggio vive di vita propria, apprezzabile attraverso la “schizofrenia” di Esteban che vede e ascolta il mondo attraverso la tripartizione dell’essere.

Un libro per santi che desiderano diventare dei veri bastardi, e per provetti bastardi che vorrebbero raggiungere un minimo di santità. In queste pagine, il cinismo è il filo conduttore, la redenzione un viaggio non immaginario, e la rassegnazione una tripartizione tra rabbia, amore e pazzia.
Se sarete di buon umore, leggendo questo libro potrebbe passarvi la voglia di sorridere. Se siete di umore nero, forse riderete. Se avete invece un pessimo rapporto con gli altri, ma soprattutto con voi stessi, leggendo questo libro potreste scoprire il lato comico della vita e diventare persone migliori. Se invece migliori lo siete già, in queste pagine potreste trovare la ragione ultima per la quale abbracciare definitivamente le gioie della misantropia e del cinismo.

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