isola di Poveglia - Venezia

L’isola di Poveglia è un isolotto a sud di Venezia e inaccessibile ai turisti. Pare non sia nemmeno facile trovare barcaioli propensi ad accompagnarvi poiché l’isola, dicono, “è viva”. Nei secoli passati, l’isolotto è stato meta solo per coloro che vi si recavano (o meglio, vi erano trascinati con la forza) ad andare lì a morire. Poveglia infatti, fu “l’ultima spiaggia” per i malati di peste nera e dal 1700 vi vennero trasportati anche i cadaveri degli appestati insieme alla gente ancora viva ma a cui non restava ancora molto. L’isola accoglie i resti di circa 160mila persone, per la maggiore cremate in grandi falò durante le epidemie e altri gettati nelle fosse comuni a cielo aperto, visibili ancora oggi. Ma una cosa che non si dice spesso, è che l’isola stessa è formata in gran parte proprio dalle ceneri dei morti.
Come se non bastasse, agli inizi del 1900 Poveglia accolse un ospedale psichiatrico. Qui, uno dei medici era solito fare esperimenti raccapriccianti sui degenti e per questo, pare, uno dei suoi pazienti più “scontenti”, o forse un fantasma dicono le leggende, lo gettò dalla torre campanaria. Il suo fantasma vaga ancora per l’isola inseguito dalle anime di coloro che erano state le sue cavie da laboratorio, in un eterno tormento senza fine. Sarà per questo che nel 1968 l’isola venne chiusa definitivamente? Una cosa è certa: Poveglia pulsa di sentori sinistri ancora oggi, tanto che a detta dei più famosi “ghost hunters” è uno dei luoghi più infestati del pianeta.

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