La Banshee

Accade in Scozia e in Irlanda, nelle regioni più cupe delle brughiere, dove le tradizioni sono così forti che in certe zone ancora si parla solo ed esclusivamente il gaelico, la lingua madre degli antichi celti. Nei ceppi più antichi di queste popolazioni isolate dal continente, e che in rarissime occasioni si sono concesse al “modernismo” anglo normanno, trovano posto miti e leggende che hanno radici molto antiche. Fra tutti, il mito del “piccolo popolo” o delle fate. Tra questi c’è una fata che irlandesi e scozzesi chiamano Banshee (dal gaelico bean “donna” e sidhe, ovvero “fata”) ed è una delle apparizioni più temibili che si possano avere.

Può avere le sembianze di una fanciulla bellissima o di una vecchia laida vestita di stracci, solitamente taciturna, non rivolge la parola a nessuno e si limita solamente a fissarti piangendo copiosamente. Ecco, se vi capitasse di vederla nella notte, questa donna sta preannunciando la morte di un famigliare o la tua. Non è uno spirito maligno, ma uno spirito legato alla famiglia, appunto, che si lega ai discenenti diretti di un’antica casata. Non vuole spaventare nessuno, ma solo avvertire, che presto o tardi ci sarà un lutto e, a differenza delle apparizioni fantasmatiche dette “della crisi” non si può fare nulla per cambiare il proprio destino.

In certi manieri scozzesi e irlandesi, molte famiglie giurano di aver udito il loro canto (che sembra più un pianto mesto) provenire dalla brughiera e che una volta cessato, qualcuno era deceduto dopo una fugace apparizione mostrandosi ricoperta di sangue. A volte, la Banshee appare negli specchi e mostra il decadimento, l’avizzimento della pelle del volto, significando che una malattia sta per colpire senza lasciare scampo.

Attinenza con la Banshee, si ha con le Keeners, ovvero donne reali e vive, preposte al pianto e alla disperazione durante i funerali. Si trattava di donne di ogni età, ingaggiate appositamente allo scopo, che venivano pagate per disperarsi durante i riti funebri. Accade ancora oggi in diversi paesi del mondo, a volte in modo più o meno coatto, come accade ad esempio in Korea del Nord, dove possiamo assistere al pianto disperato di uomini e donne durante le cerimonie funebri dei vari dittatori bastardi.

La Banshee non è considerato uno spirito negativo, anche se terrificante, poiché il suo canto funebre spesso si rivela essere un sollievo per coloro che devono assistere alle lunghe sofferenze di un parente. Di conseguenza, tra le antiche famiglie e la loro Banshee, vige una sorta di rispetto, quasi si trattasse di un fedele guardiano di famiglia.

Ne abbiamo anche in Italia, ma li chiamiamo semplicemente “spiriti famigliari” e ci avvisano della morte imminente di un parente stretto, come accade con lo spettro di Cassandra Marinoni, detta anche “Donna Cenerina”, una nobile signora che si aggira ancora oggi per il castello di Soragna nelle campagne del parmense, avvisando i suoi discendenti aprendo e chiudendo le finestre del maniero. Quando questo accade, qualcuno sta per morire, così come ce lo racconta Diofebo Melilupi pricipe di Solagna, il quale ci ha narrato una storia curiosa accadutagli in due occasioni: la prima quando morì suo zio. Porte e finestre dell’intero maniero si aprirono e si richiusero nell’istante in cui lo zio veniva a mancare. La seconda, poco prima della morte della madre di Melilupi, con l’apertura continua di due ante dell’armadio che malgrado fossero ben chiuse, continuavano a spalancarsi.

La Banshee, quindi, può apparire sotto diverse forme e preannunciare la morte senza distinzione alcuna.

Ma se avete anche una sol vaga e lontana discendenza irlandese, o scozzese come me, fateci caso se nelle silenziose notti dovesse giungere dalle vostre finestre uno strano suono come un pianto. Se lo sentite e vi ricorda vagamente il canto funebre di una donna, fate un cenno e rendetele omaggio, perché quel pianto sarà l’ultima cosa che sentirete… in un giorno lontano da oggi. Forse.

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