Il mistero del faro di Eilean Mor

E’ la notte del 15 dicembre 1900 e la nave Archtor si trova a dover compiere le ultime manovre per attraccare al porto di Edimburgo, Leith, in Scozia. Il capitano non vede alcun faro di segnalazione e per poco non va a tirare una testata contro le famigerate isole Flannan (Ebridi esterne), di cui Eilean Mòr è poco più che uno scoglio. Va bene, tira giù un paio di bestemmioni ma alla fine giunge a destinazione dove segnala che il faro è spento. Il 26 gennaio il battello di servizio va a fare una ricognizione. I guardiani del faro, tre individui scolpiti nel granito che la sanno davvero lunga sulle storie e leggende del mare, non ci sono piú. Il professor Lumacorno avrebbe detto “Pufff… spariti.” e infatti i tre vengono cercati ovunque ma su quello scoglio in mezzo al mare risulta impossibile perdersi. C’è solo un diario tenuto da uno dei tre, Thomas Marshall che racconta giorno dopo giorno cosa accade e qui la faccenda si fa abbastanza curiosa; a detta della capitaneria, il mare d’inverno in quelle zone non era mai stato così calmo, ma nonostante ciò, Marshall segnala venti di una violenza mai vista a partire dal 12 dicembre. Aggiunge inoltre che uno dei due colleghi ha pianto. Il capo, Ducat, rimane impassibile, ma il 13 dicembre anche lui, si mette a pregare. Il cielo è grigio e il mare è una furia mai vista. Poi il 15 dicembre la scritta enigmatica: “Tempesta finita. Mare calmo. Dio è sopra ogni cosa.”. Perfetto, tutto sistemato, ma i tre uomini sono scomparsi e non saranno mai più ritrovati. Che fine hanno fatto?
C’è chi ipotizza l’attacco di un mostro marino, chi un raptus di follia omicida/suicida che ha portato uno degli uomini a massacrare i colleghi e a darli in pasto ai pesci per poi fare un tuffo carpiato, fracassarsi il cranio sugli scogli e finire come dessert ai pesci di cui sopra. Precedenti guardiani giurarono di aver sentito cose bizzarre nel vento. Insomma, spiriti? Mostri, o cos’altro?

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