combustione umana spontanea

La combustione umana spontanea è uno di quei fenomeni che potrebbero non essere di origine “paranormale”, ma solo un inquietante e macabro fenomeno la cui veridicità non è mai stata del tutto acclarata. Nonostante ciò, esiste un’ampia casistica, a partire dal 1700 sino ad oggi. Più recentemente sono stati osservati casi analoghi ma la repentinità e la rarità di questo fenomeno non ne ha mai permesso uno studio approfondito. C’è da dire che per carbonizzare un corpo umano sono necessari tra i 1200 e e 1300 gradi Celsius e, che sulle scene del crimine, nonostante l’elevata temperatura, gli oggetti vengono a malapena scalfiti. Come è possibile? Come può un uomo, senza alcun innesco esterno, prendere fuoco? Senza considerare il fatto che il corpo umano è composto al 70% da acqua e che questo non è affatto facile da bruciare senza l’ausilio di un combustibile. Un altro fatto curioso è che gli arti inferiori vengono sempre risparmiati, in tutte le casistiche. Le ipotesi che vengono avanzate dalla scienza appaiono addirittura più fantasiose del fenomeno stesso: grasso sottocutaneo come “carburante” (certo, 1200°C..?), febbre molto alta (no comment), alcolismo (perchè fare una molotov quando puoi spaccarti tu di vodka e darti fuoco con una sigaretta?). Ma ecco la migliore: certi gas, come il metano intestinale potrebbero affiorare fuori dalla pelle e accendersi come un fuoco fatuo… Quindi, se soffrite di meteorismo, non andate dal medico, consultate i vigili del fuoco. Voi che ne dite, non avete caldo…?

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