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Era il 1886 quando lo scrittore francese, Guy de Maupassant pubblicava uno dei suoi racconti più famosi: “Le Horla”.

In questo racconto, narrato in prima persona sotto forma di diario, lo scrittore ci parla di una vicenda dai toni cupi e macabri. Il protagonista si ritrova gradualmente, giorno dopo giorno, sempre più soggiogato da una presenza invisibile che lo osserva e lo segue in ogni luogo della casa di cui egli è prigioniero a causa di un misterioso malessere debilitante che lo costringe a non poter uscire.
La vicenda si conclude con un atto di follia del protagonista che scopre un punto debole della creatura che lo costringe a rivelarsi. L’uomo, ormai invasato e folle, appicca un incendio alla propria casa e scappa condannando così a morte anche la sua servitù ma non la presenza chiamata “Horla” così come aveva creduto.

Ma che cos’è l’Horla? In tutto il mondo, senza alcuna differenza di razza, età e religioni, uomini, donne e bambini, riportano di casi di paralisi notturne e di creature sedute sul petto nell’atto di strangolarle, privandole del respiro senza mai però arrivare ad ucciderle, ma solo debilitandole giorno dopo giorno.

Le visioni più ricorrenti sono quelle di una vecchia laida o una strega (come narra il mito della Old Hag dell’isola di Terranova) e di un demone, ma addirittura di spiriti veri e propri con tutte le caratteristiche spesso descritte dal folklore. Un esempio tra tutti sono i Jinn che troviamo nelle culture medio orientali o il demone Kanashibari. In Grecia ci sono i Pnigalion. In Italia abbiamo le Pandafeche, streghe da cui è possibile difendersi dormendo con un sacchetto di sabbia accanto al letto.

In culture più antiche troviamo le Lammie, i Succubi e gli Incubi, esseri sovrannaturali capaci di rendere esperienze terribili il riposo strangolando gli uomini o rubando il loro seme per trapiantarlo in una donna da cui nascerà un essere mezzo uomo e mezzo demone.

La medicina moderna spiega questi fenomeni con il termine di illusioni o allucinazioni ipnagogiche, ossia un disturbo del sonno non così raro come possa sembrare che renderebbe possibile uno stato di semi veglia del cervello quando in realtà il corpo sta ancora dormendo o è paralizzato. Di conseguenza, durante tali allucinazioni, il cervello sarebbe in grado di creare, attraverso le proprie esperienze personali e influenze culturali, allucinazioni di streghe, demoni e quant’altro, e di proiettare tale manifestazione come esperienza reale. In poche parole, il cervello non è ancora completamente sveglio, ma sospeso in una condizione tra il sogno e la veglia; ciò accadrebbe durante la prima fase REM o verso la fine, dove il corpo è completamente paralizzato. La paralisi non sarebbe inoltre da imputare all’azione di una qualche entità maligna, bensì da un normale processo del sonno durante la fase REM che ci impedisce qualsiasi movimento (eccetto quello degli occhi). Senza tale meccanismo, potremmo ferirci o provocarci del dolore fisico mentre non siamo in stato vigile.

Nonostante le spiegazioni scientifiche, esistono testimonianze che riportano come alcune delle persone colpite da questo disturbo, si siano risvegliato il mattino seguente riportando segni di traumi da strangolamento, graffi sul viso e segni di percosse in diversi punti del corpo.

Come siano possibili certe manifestazioni, è ancora una volta la scienza a farsi avanti per cercare spiegare questi fatti portando in causa fenomeni di autolesionismo e nevrosi.

Malgrado queste spiegazioni, è difficile biasimare coloro che soffrendo di questo disturbo abbiano paura di addormentarsi.

Di questo dossier puoi ascoltare il podcast qui sotto

Dossier redatto da: Massimo Mayde