Le bare mobili della famiglia Chase
Le bare mobili della famiglia Chase – la tomba (isole Barbados)

Nelle isole Barbados, per la precisione nel cimitero di Christ Church Parish si trova una cripta dalle caratteristiche peculiari. La tomba in questione fu voluta da James Elliot nel 1724 e poco dopo la sua morte, nella stessa cripta, venne tumulata una certa Thomasina Goddard. Non si conosce il legame che potesse intercorrere tra i due sopracitati, e comunque, non è questo il mistero. Le tinte cupe e macabre di questa vicenda, iniziano a definirsi soltanto a partire dal 1808 quando Thomas Chase prende possesso della tomba destinandola a mausoleo di famiglia. Il monumento, piuttosto spoglio all’esterno, si compone di un’entrata marmorea che conduce ad un sotterraneo raggiungibile per mezzo di alcuni gradini.

Il mistero inizia a prendere forma con il decesso delle due figlie del signor Chase che mancarono a distanza di un breve periodo l’una dall’altra e seppellite all’interno della cripta di famiglia. L’usanza locale, imponeva di riporre i cadaveri in bare di legno che successivamente dovevano essere sigillate all’interno di una cassa di piombo e così fu, sia per le due figlie di Chase che per i successivi corpi che lì vi avrebbero trovato la pace eterna.

La prima fu Mary Ann Chase, seguita poco dopo dalla sorella, Dorcas Chase. Sin qui, nulla era accaduto che potesse far presagire cosa sarebbe accaduto poco dopo, ovvero quando fu il padre delle ragazze, Thomas Chase a venir seppellito nella stessa tomba di famiglia accanto alle figlie. Dopo le esequie, il corpo venne trasportato al cimitero per procedere con la normale tumulazione, ma nessuno avrebbe mai immaginato cosa si sarebbe visto aprendo la tomba: quando fu aperta per la terza sepoltura, le bare delle defunte Mary Ann e Dorcas Chase furono trovate capovolte e completamente fuori posto all’interno della cripta. Immediatamente gli isolani si dimostrarono spaventati dell’accaduto, tant’è che gli schiavi delle piantagioni del signor Chase iniziarono a credere che la malvagità del loro padrone aveva fatto infuriare gli spiriti che vagavano su quella terra di corpi santi e che quello fosse un avvertimento, quasi egli non fosse il benvenuto.

A seguito di queste voci, germinò presto la teoria secondo cui Dorcas si era suicidata a causa delle ripetute crudeltà del padre e che quest’ultimo si fosse suicidato per via di uno stato depressivo che lo aveva colpito subito dopo la morte della figlia.

Gli schiavi e i locali non osarono più parlare di questa storia per via delle strane superstizioni che aleggiavano in quei luoghi, o almeno sino al 25 settembre 1816, quando il piccolo Samuel Brewster Ames Jr morì. Il giorno della sua tumulazione, la cripta dei Chase venne nuovamente aperta ed ancora una volta, la posizione delle bare era stata completamente sconvolta. Furono necessari otto uomini per riposizionare la bara di Thomas Chase nella sua nicchia, poiché essa era stata letteralmente scaraventata via e rovesciata. Le altre casse si trovavano sparpagliate come se una mano gigante le avesse scaraventate via in un impeto d’ira. Vennero riposizionate le bare, simmetricamente come era sempre stato fatto, come se quel rito di assetto servisse da rituale per acquietare le anime dei trapassati oltre che necessario per posizionare di volta in volta le nuove bare.

Dopo appena due mesi, a novembre, la cripta fu aperta ancora una volta per la sistemazione del cadavere del padre di Samuel Brewster morto durante la rivolta degli schiavi del 1816, e per l’ennesima volta le bare dovettero essere riordinate poiché tutte erano state scagliate via da una forza sconosciuta. Una bara, addirittura, si trovava in posizione verticale, poggiata a terra dal lato della testa sfidando qualsiasi logica.

Il 17 giugno 1819 la cripta venne aperta di nuovo, questa volta per la sepoltura di Thomasina Clark. Le bare furono trovate ancora una volta rivoltate e sparse per la cripta. A questo punto si diffuse il panico, tanto che dovettero intervenire le autorità nella persona di Lord Combermere, ex soldato britannico, tutt’altro che suggestionabile e di carattere piuttosto pragmatico. Ordinò che le bare venissero risistemate e che fosse sparsa della sabbia sia all’interno che all’esterno della cripta e sui gradini in modo da poter individuare qualsiasi manomissione esterna di un profanatore dedito a qualche strano culto pagano. Fece inoltre murare la porta dopo aver ispezionato personalmente il tutto da cima a fondo, avendo cura di prender nota della posizione minuziosa di ogni singola bara: le tre bare degli adulti sul fondo, e ognuna di esse con sopra una bara più piccola, rispettivamente di Mary Ann Chase, Dorcas Chase e Samuel Brewster. La bara della signora Goddard vessava in condizioni così disastrose (a causa delle ripetute movimentazioni) che fu distrutta e i resti della donna messi in un’urna. I danni alla cassa della signora Goddard furono da imputare al fatto che essa non fu mai posizionata nella seconda cassa di piombo come tutte le altre.

Dopo questo meticoloso riposizionamento, murata la porta, Lord Combermere chiuse l’entrata con il proprio sigillo, in modo che servisse di monito ad eventuali profanatori di tombe. Le precauzioni prese avrebbero dovuto scoraggiare chiunque dal penetrare all’interno della cripta e di procurare lo scempio grottesco a cui le bare e i defunti erano ormai sottoposti da anni. Nessuno avrebbe mai osato mettersi contro le autorità del paese, o almeno, questo era quanto credevano le autorità locali.

Otto mesi più tardi, il giorno 11 aprile 1820, Lord Combermere diede ordine di abbattere il muro che sigillava la discesa nella tomba. Il sigillo di ceralacca fu trovato intatto, e Combermere, insieme ad alti funzionari della regione entrarono nella cripta. Lord Combermere era certo che avrebbe trovato tutto esattamente come lo aveva lasciato l’ultima volta, tant’è che discese nella tomba con l’aria trionfale di colui che aveva finalmente risolto e messo fine al mistero. Ma quando Combermere, le guerdie e i funzionari entrarono nella tomba, videro con stupore e orrore che ancora una volta la posizione delle bare era cambiata.

Addirittura sembrava che la forza sovrannaturale (poiché ormai di questo si era giunti a parlare) fosse esplosa in una sorta di furia ancora più violenta delle precedenti, scardinando le bare quasi a volerne rigettare i corpi.

La sabbia sul fondo della cripta si trovava ancora al suo posto e non vi erano segni su di essa che qualcuno vi avesse camminato sopra o spostato le casse. La vicenda ebbe un impatto così sconvolgente sulla mente pragmatica di Combermere che egli ordinò che le bare e le salme fossero immediatamente traslate altrove e che la tomba fosse lasciata vuota e chiusa per sempre, così come lo è ancora oggi.

Osservazione del relatore: le spiegazioni date negli anni, vedono scendere in campo la teoria dell’allagamento, ma questa viene puntualmente smentita dal semplice fatto che le bare in piombo non avrebbero potuto galleggiare, ma tutt’al più scivolare, ma anche questa variante della teoria non regge. Ciò contraddice la presenza della sabbia posta da Combermere che non si era dispersa, cosa che si sarebbe verificata in presenza di acqua. Ma è una teoria corretta? In un contenitore chiuso, nulla si disperde, ma può muoversi e cambiare posizione se un elemento (come l’acqua) vi penetra. Se l’acqua fosse entrata nella tomba in misura sufficiente forse avrebbe, asciugandosi con il tempo, depositato in modo omogeneo la sabbia, in modo da sembrare che nemmeno un granello fosse stato spostato. Ma come avrebbe potuto l’acqua avere la forza di sollevare una cassa di piombo e ribaltarla? Perché Combermere, così meticoloso, non ha trovato alcuna umidità o fanghiglia all’interno della cripta? E perché nemmeno nei casi precedenti dove le casse risultarono spostate a distanza di pochi mesi?

Un’altra teoria, porta in causa il fenomeno poltergeist, molto violento in questo caso, ma anche qui gli esperti non sono d’accordo: il poltergeist si manifesta solo in presenza umana, poiché scatenato da fenomeni psicocinetici incontrollabili che hanno origine solitamente da un adolescente o da coloro che hanno subito un trauma violento.

Supposizioni, teorie, ma la verità è che a distanza di due secoli il mistero rimane e attualmente ancora nessuno è riuscito a dare una spiegazione convincente del fenomeno.

Forse l’osservazione sommaria e non scientifica del tempo non ci ha permesso di ottenere dati sufficientemente obiettivi sulla vicenda che non potrà, a questo punto, avere mai una risposta.

Il caso rimane irrisolto.

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Dossier redatto da: Massimo Mayde