la battaglia di los angeles un caso ufo

È la notte tra il 24 e il 25 febbraio 1942. Qualcosa compare sui radar nella base militare di Los Angeles, California. L’oggetto è immobile nel cielo e non appartiene all’aviazione americana. L’attacco delle forze americane è immediato. Mitragliatori e missili di ogni genere vengono scaricati sull’obiettivo. Il panico causato dall’attacco tre mesi prima a Pearl Harbor si manifesta con una risposta molto violenta, durata ore, sopra i cieli di Los Angeles. Quella mattina, l’intelligence navale dirama un comunicato allarmante: è previsto un attacco in giornata. I militari hanno i nervi tesi. Sta per accadere qualcosa. E succede. L’attacco si protrae per ore senza alcun esito. Una decina di persone tra i civili perdono la vita durante l’attacco a causa di incidenti generati dal panico di un conflitto imminente dentro i confini statunitensi. Molte case vengono danneggiate dal fuoco amico e altri civili vengono colpiti dalle scariche dei mitragliatori.
L’oggetto che staziona nel cielo, ormai bersagliato dal fuoco americano, resta immobile e non viene minimamente intaccato. Improvvisamente, quella strana presenza scompare. I riflettori puntati sull’UFO non incontrano piú alcun ostacolo e si perdono improvvisamente tra le nubi.
Ad oggi, nessuno sa dire con certezza che cosa fosse quell’oggetto immune a qualsiasi tipo di attacco. Le dichiarazioni a riguardo fecero cenno ai soliti palloni aerostatici, ma quasi nessuno ci crede. Si pensa addirittura ad un attacco di isteria di massa. Già, ma allora cosa stavano illuminando i riflettori? Uno dei tanti misteri che forse non saranno mai svelati.

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