amherst mystery poltergeist

Tra il 1878 e il 1879, in Nuova Scozia, ad Amherst, una piccola villetta di Princess Street fu il centro di una presunta manifestazione poltergeist. Esther Cox, aveva solo 19 anni anni all’epoca e quello che le accadde, fu in seguito narrato nel libro “The great Amherst mystey” di Walter Hubbell. La storia narra di come la ragazza fosse ormai la preda designata dalla presenza che non mancava di tormentarla con aghi che si alzavano in volo per andare a conficcarsi nel suo corpo, voci che la ingiuriavano, inspiegabili incendi, scritte inquietanti sui muri, strangolamenti notturni e percosse, più uno strano fenomeno (probabilmente riconducibile alla difterite) che le provocava improvvisi gonfiori della pelle con conseguenti tumefazioni e più gravi danni cutanei. Ma cosa accadde realmente? C’è chi sostiene che Esther fosse posseduta, ma oggi un criminologo riuscirebbe a scorgere in questi eventi qualcosa di più sinistro, ovvero la malattia mentale, una psicopatologia con gravi cenni di autolesionismo e piromania. Il DSM-IV riporta come la piromania e l’autolesionismo insorgano solitamente tra i 18 e il 19 anni di età per il sesso femminile (più in ritardo rispetto il genere maschile), così come l’autolesionismo che statisticamente ha un decorso compresa tra i 4 e i 5 anni. Infatti, Esther fu arrestata proprio a causa dell’incendio di un fienile e messa in carcere per un mese, periodo dopo il quale gli episodi andarono sempre più scemando sino a scomparire. Esther morì nel 1912 all’età di 53 anni, e anche se molti giurano che in quella casa continuino a verificarsi strani episodi, non è affatto strano, invece, che questi accadano solo quando, chi vi si ferma, viene a conoscenza della sua storia…

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